Morirono bruciati in fabbrica, l'azienda chiede i danni ai familiari

Quattro operai morti sul lavoro ed un'azienda che, a distanza di oltre due anni dal drammatico incidente, chiede ai parenti delle vittime, e all'unico superstite, trentacinque milioni di euro, come risarcimento danni. Tanto pretende la Umbria Olii dai familiari di Tullio Mocchini, Giuseppe Coletti, Wladimir Toder e Maurizio Manili. Trentacinque milioni richiesti a fratelli, figli e genitori.  (Continua)

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Ancora morti sul lavoro, ancora attacchi ai lavoratori!

In questi ultimi giorni si sono verificati purtroppo numerosi incidenti sui luoghi di lavoro che hanno causato ancora una volta delle vittime. Il fragore mediatico prodotto da queste morti ha innescato una serie di dichiarazioni da parte di esponenti del governo e del parlamento, dichiarazioni volte a sottolineare la necessità di attuare degli interventi per garantire maggiore sicurezza sul lavoro e contrastare la piaga delle cosidette "morti bianche". (Continua)

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Sit-in al municipio per gli operai del pastificio Chirico

Nella scorsa settimana i lavoratori del Pastificio Chirico, hanno presidiato il municipio di Teverola (provincia di Caserta), per richiedere un intervento delle istituzioni a tutela del loro posto di lavoro. (Continua)

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Protesta al porto, stop ai collegamenti.

[Castellammare] Venerdi' 30, intorno alle 6.30, alcuni ex lavoratori portuali hanno occupato la banchina del Porto Antico e hanno impedito l'imbarco di passeggeri e automezzi su due traghetti della linea Castellammare-Sorrento-Capri. A mettere in atto la protesta quattordici dipendenti della Stabia Porto, l'ex società responsabile  per la gestione del traffico nel porto, a cui il prefetto, lo scorso anno, aveva revocato la concessione. (Continua)

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Cassazione: i lavoratori dei call center sono lavoratori subordinati.

I lavoratori dei call center che svolgono il proprio lavoro con l’obbligo di rispettare un orario, sottostando alle direttive impartite dall’azienda, utilizzando strumenti e l’ambiente di lavoro messi a disposizione dal datore hanno diritto ad un contratto stabile.

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Infortuni sul lavoro: peggio di una guerra

Secondo uno studio dell'Eurispes dello scorso anno dall'aprile 2003 all'aprile 2007 i militari della coalizione che hanno perso la vita sono stati 3.520, mentre, dal 2003 al 2006, nel nostro Paese i morti sul lavoro sono stati ben 5.252. Un incidente ogni 15 lavoratori, un morto ogni 8.100 addetti. Secondo l'Eurispes in 25 anni non sono stato fatti significativi passi avanti: dal confronto dei dati di questo rapporto con quelli di una vecchia indagine dell'istituto, le cifre restano più o meno le stesse. A dimostrazione del fatto che, più che una fantomatica "cultura delle sicurezza sul lavoro" tanto sbandierata negli ultimi tempi, è necessario trasformare i tempi e i modi della prodzione perchè questo stillicidio, questa vera e propria guerra finiscano. (Continua)

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Incidenti sul lavoro Maggio 2008 (1)

7 maggio

CHIVASSO (TORINO) - Un operaio edile di 33 anni, Fabio Castaldelli, di Strona (Biella), è morto stamani precipitando dal tetto di un edificio in ristrutturazione, nella frazione Cascina Risaia di Villareggia (Torino). L'operaio, che lavorava per la ditta Perossi di Vigliano (Biella), è morto sul colpo. È caduto da un'altezza di 12 metri, sbattendo su di un ponteggio e sfracellandosi poi nel cortile. A causare la caduta sarebbe stato lo scivolamento della vittima su una lamiera da sistemare nel sottotetto.  (Continua)

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I telefonisti dei call center sono lavoratori dipendenti

Sentenza 22 febbraio - 14 aprile 2008, n. 9812
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE
SEZIONE LAVORO
(Presidente Ravagnani - Relatore D'Agostino) (Continua)

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1 maggio 2008

Come di consueto, anche quest’anno CGIL, CISL e UIL hanno organizzato il solito concerto per il Primo maggio. Quella che dovrebbe essere una data di lotta e di risposta agli attacchi che tutti i giorni i lavoratori subiscono come sempre è stata trasformata in una mera kermesse musicale.

Il tema a cui quest’anno è stata dedicata la “festa” è la SICUREZZA SUL LAVORO.

Dopo l’incidente della Thyssen, e guarda caso in prossimità delle elezioni, l’argomento morti sul lavoro è ritornato di scottante attualità, spesso presente sui giornali e nelle dichiarazioni dei politici. Ma in Italia tutti i giorni si muore o si subiscono gravi infortuni sul posto di lavoro, e spesso questi incidenti avvengono nel silenzio più assoluto di media e istituzioni. Si muore o si rimane invalidi perché sfruttati, perché precari, perché assunti in nero. Si muore sul lavoro perché i padroni risparmiano sulle più banali misure di sicurezza (mentre i loro profitti aumentano ogni anno di più), ma soprattutto perché i tempi della produzione non consentono l’effettiva applicazione di tali misure. (Continua)

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Corteo del 1 Maggio a Pomigliano

corteo del 1 maggio a Pomigliano

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FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO / OPERAI CONTRO I REPARTI CONFINO (comunicato stampa)

Nell'assemblea generale di stamattina del 1° turno e di quello centrale e svolta dalle ore 09.00 alle 10.00, i circa 2.500 lavoratori Fiat e delle aziende collegate operanti all'interno del perimetro di Pomigliano d'Arco presenti hanno approvato per alzata di mano ed all'unanimità (nessun contrario, nessun astenuto) la mozione dello Slai Cobas presentata da Vittorio Zuccherino, uno dei militanti dello Slai trasferito dalla Fiat al reparto-confino di Nola.

 (Continua)

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Gli operai dell'Ilva di Taranto bloccano i cancelli per protestare contro la mancanza di misure di sicurezza nel loro stabilimento

Dopo la morte di Gjoni Arjan, caduto da una passerella situata a 15 metri da terra, stamattina centinaia di operai dell’Ilva di Taranto hanno bloccato i cancelli per protesta.
Il numero degli omicidi bianchi continua a crescere: solo nella giornata di ieri si possono contare sei vittime. (Continua)

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Secondo omicidio bianco nel milanese in due giorni

Un dipendente della Sampla Belting, azienda produttrice di nastri trasportatori di Agrate Brianza, ha perso la vita schiacciato tra i rulli di un macchinario. Aveva 36 anni. In fabbrica era entrato alle 6, al turno del mattino, insieme ad una decina di colleghi. Alle 9 i compagni di lavoro hanno sentito un gran rumore e hanno bloccato le macchine ma per il loro collega non c'era più nulla da fare. (Continua)

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ancora un omicidio bianco: la vittima aveva 37 anni

È morto di lavoro questa mattina in un cantiere a Legnano, in provincia di Milano, rimasto schiacciato fra il sollevatore sul quale stava lavorando e il soffitto.  (Continua)

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lo slai cobas avvia la vertenza legale: a fine mese si presenta il ricorso contro i reparto-confino

”se la fiat con vere e proprie liste di proscrizione avvia al reparto-confino del polo logistico 316 operai sindacalizzati ed invalidi, richiedere alla fiat un  accordo di ‘garanzia’ per questi lavoratori (come fanno i sindacati confederali  e tutti gli altri ad esclusione dello slai cobas) significa accettare di fatto le scelte aziendali di discriminazione e trasferimento punitivo di massa vietate dallo stesso statuto dei lavoratori”. (Continua)

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